La mostra si sviluppa su due registri: da una parte l’attenzione del pittore Giulio Boetto (1894 – 1967) per la campagna del Cuneese, con la scelta di trasferirsi ai piedi del Monviso; dall’altra il racconto, attraverso una serie di video installazioni, delle mutazioni che i paesaggi dipinti dall’artista hanno subito nel secolo scorso. Una sorta di “spettacolo” diffuso che si muove intorno a tre opere emblematiche La casa del prete (1918), Luce del mattino a Sauze d’Oulx (1923) e Fine del mercato a Saluzzo (1947) a cui sono affiancate novanta fotografie, in gran parte inedite, le riproduzioni di ottantatré opere e le musiche originali di Marco Robino degli Architorti. Al Museo Accorsi-Ometto dal 4 luglio al 15 settembre.
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